Che cos'è il sistema EU ETS?
Il sistema di scambio di quote di emissione dell'UE (EU ETS) è il primo mercato del carbonio e uno dei più grandi al mondo. È il principale strumento dell'UE che garantisce la redditività gli investimenti puliti, premia i pionieri e sostiene la trasformazione economica, contribuendo in tal modo alla competitività e all'indipendenza dell'UE.
Questo sistema impone alle imprese di pagare per le emissioni di gas a effetto serra prodotte e le incoraggia a ridurre l'inquinamento nel modo più efficace sotto il profilo dei costi. I fondi raccolti contribuiscono a finanziare la transizione verso un'energia e tecnologie più pulite.
Da quando è stato avviato nel 2005, il sistema ha contribuito a ridurre le emissioni di circa il 50%. Ha inoltre aiutato a ridurre il consumo di gas e la dipendenza dell'Europa dalle importazioni di combustibili fossili.
Con l'evolversi dell'economia europea e delle sfide globali, anche l'EU ETS deve evolvere. Le nuove esigenze industriali dell'UE e il difficile contesto geopolitico richiedono una riforma del sistema che rafforzerà il sostegno agli investimenti puliti e indicherà un percorso chiaro e prevedibile per aiutare le imprese a ridurre le emissioni pur restando competitive.
Come funziona il sistema EU ETS?
Il suo funzionamento è basato sul principio di “limitazione e scambio” (cap-and-trade):
Il sistema EU ETS si applica dal 2005 alla produzione di energia elettrica e alle industrie ad alta intensità energetica. Nel 2012 è stato esteso al trasporto aereo e nel 2024 al trasporto marittimo. È attivo in tutti i paesi dell'UE, più l'Islanda, il Liechtenstein e la Norvegia. Dal 2020 è collegato anche al sistema di scambio di quote di emissione svizzero (ETS della Svizzera).
L'EU ETS ha prodotto risultati concreti. Dal 2005 le emissioni dei settori interessati sono diminuite di oltre il 50%.
Investimenti nel sistema EU ETS
Dal 2013 il sistema EU ETS ha generato oltre 270 miliardi di euro di entrate, di cui circa tre quarti sono stati assegnati agli Stati membri. Inoltre, l'UE ha stanziato circa 255 miliardi di euro di quote gratuite per sostenere la transizione.
- Fondo per l’innovazioneoltre15.00miliardi di euroinvestiti dal 2020
- Proventi delle aste EU ETS€270.00miliardi di eurogenerati dal 2013
- Fondo per la modernizzazioneoltre23.00miliardi di euroerogati dal 2021
- Assegnazione di quote gratuite€255.00miliardi di euroa sostegno dell'industria tra il 2013 e il 2025
Revisione del sistema ETS
Da quando l'EU ETS è stato introdotto nel 2005, l'economia europea e le sfide globali sono cambiate. Anche questo sistema deve cambiare, quindi l'UE lo sta attualmente rivedendo.
Cosa cambierà nel sistema EU ETS?
Il riesame farà in modo che il sistema offra più sostegno all'industria europea, confermandone allo stesso tempo il ruolo fondamentale per conseguire gli obiettivi climatici dell'Europa.
- La riduzione annuale del tetto massimo di emissioni dell'EU ETS sarà adeguata per rendere la transizione più graduale:
- 3,7% all'anno tra il 2031 e il 2035
- 1,7% all'anno tra il 2036 e il 2040
- In questo modo si garantirà maggiore prevedibilità per le imprese, mantenendo comunque i progressi verso la neutralità climatica.
- L'UE mobiliterà 100 miliardi di euro attraverso la nuova banca per la decarbonizzazione industriale per aiutare l'industria a investire in tecnologie più pulite.
- Anche un incentivo agli investimenti nell'ambito del sistema sosterrà ulteriori investimenti prima del 2030.
- Il Fondo per l'innovazione dell'EU ETS continuerà a sostenere lo sviluppo e l'uso di tecnologie pulite innovative.
- I paesi dell'UE dovranno utilizzare il 50% dei loro proventi nazionali derivanti dal sistema ETS per sostenere la decarbonizzazione dei settori pertinenti.
- Ciò potrebbe generare oltre 100 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi prima del 2030.
- Il Fondo per la modernizzazione continuerà ad aiutare i paesi dell'UE a basso reddito a migliorare i loro sistemi energetici e a trasformare le loro industrie.
- L'assegnazione di quote gratuite per le imprese continuerà dopo il 2030, con legami più forti con gli investimenti nella decarbonizzazione.
- In questo modo verranno premiate le imprese che investono in tecnologie pulite e si incoraggeranno gli altri ad accelerare la loro transizione.
- L'industria riceverà ulteriori 6 miliardi di euro in quote gratuite tra il 2026 e il 2030.
- Per i settori contemplati dal meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM), la riduzione delle quote gratuite sarà rallentata e l'eliminazione graduale sarà prorogata fino al 2038.
- Gli assorbimenti permanenti di carbonio saranno integrati nel sistema EU ETS. Ciò offrirà maggiore flessibilità ai settori in cui la riduzione delle emissioni è particolarmente difficile, sostenendo nel contempo la crescita delle tecnologie di assorbimento del carbonio.
ETS2, il nuovo mercato del carbonio dell'UE per i settori dell'edilizia, del trasporto stradale e di altri ancora
L'ETS2 è il nuovo mercato del carbonio dell'UE concepito per contribuire a ridurre le emissioni dei settori che non rientravano nell'attuale sistema EU ETS, principalmente il trasporto su strada, l'edilizia e alcune altre piccole industrie. Diventerà pienamente operativo nel 2028 e non è interessato dalle proposte di riforma.
Come il sistema ETS originario, anche questo opererà attraverso un sistema di "limitazione e scambio", ma disciplinerà le emissioni a monte: ciò significa che si applicherà ai fornitori di combustibile, e non direttamente alle famiglie o ai singoli consumatori.
Una quota dei proventi generati sarà utilizzata per sostenere le famiglie e le microimprese vulnerabili attraverso il Fondo sociale per il clima:
- aiutando a ristrutturare gli edifici per migliorare l'isolamento e l'efficienza energetica
- sostituendo sistemi ormai obsoleti di riscaldamento, raffrescamento e cottura con opzioni più pulite
- installando fonti di energia rinnovabili, come i pannelli solari
- migliorando l'accesso ai trasporti a zero emissioni, come i trasporti pubblici elettrici e la mobilità condivisa
- fornendo un aiuto finanziario diretto temporaneo a coloro che ne hanno più bisogno.
Domande frequenti
In che modo la fissazione del prezzo del carbonio aiuta a ridurre le emissioni?
La fissazione del prezzo del carbonio contribuisce a ridurre le emissioni definendo un prezzo per l'inquinamento e creando un chiaro incentivo per le imprese a ridurre le loro emissioni di gas a effetto serra. Attraverso l'EU ETS, il tetto massimo di emissioni diminuisce nel tempo, incoraggiando le imprese a investire in tecnologie più pulite e a innovare.
I proventi generati sono reinvestiti in persone e comunità per sostenere la transizione pulita. Da quando è stato varato 20 anni fa, l'EU ETS ha contribuito a ridurre del 50% le emissioni generate dalla produzione di energia elettrica e calore, dall'industria ad alta intensità energetica e dai trasporti aerei e marittimi.
In che modo il sistema EU ETS aiuta le imprese dell'UE?
L'EU ETS riduce ogni anno il tetto massimo di emissioni in modo prevedibile, inviando così un chiaro segnale a lungo termine alle imprese per cui le tecnologie pulite hanno una loro giustificazione economica. In questo modo le imprese possono pianificare in anticipo e investire in tecnologie a basse emissioni, in quanto sanno che i loro investimenti rimarranno competitivi e redditizi nel tempo.
La fissazione del prezzo del carbonio stimola la modernizzazione dell'industria e sostiene gli investimenti nelle tecnologie pulite. Programmi quali il Fondo per l'innovazione e il Fondo per la modernizzazione, interamente finanziati dai proventi dell'EU ETS, forniscono finanziamenti per progetti puliti in tutta Europa.
In che modo la revisione del sistema ETS aiuterà l'industria dell'UE?
La revisione dell'EU ETS aiuterà le industrie europee a ridurre le loro emissioni pur rimanendo competitive a livello mondiale. Le industrie a rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio (cioè il trasferimento delle emissioni di CO2 da un determinato paese a un altro con norme climatiche meno rigorose) continueranno a ricevere quote gratuite per rimanere competitive. L'accesso a queste quote gratuite sarà subordinato al loro investimento nella decarbonizzazione in Europa.
Il riesame dell'EU ETS stimolerà inoltre gli investimenti nella decarbonizzazione industriale attraverso la banca per la decarbonizzazione industriale, il meccanismo di stimolo degli investimenti, nonché la prosecuzione del Fondo per l'innovazione e del Fondo per la modernizzazione.
Per i settori contemplati dal meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM), la riduzione progressiva delle quote gratuite sarà rallentata e l'eliminazione finale sarà prorogata al 2038. Così le imprese europee continueranno a essere protette dalla concorrenza sleale, in particolare nei settori ad alta intensità commerciale.
In che modo i proventi derivanti dalla fissazione del prezzo del carbonio sostengono l'occupazione nell'UE?
Entro il 2030 i proventi della fissazione del prezzo del carbonio potrebbero contribuire a creare oltre un milione di nuovi posti di lavoro nelle industrie pulite, nel settore dell'efficienza energetica e nei trasporti verdi. La creazione di posti di lavoro sarà sostenuta dal reimpiego dei proventi, da programmi di riqualificazione e da investimenti regionali nell'ambito del sistema ETS.
Qual è il ruolo del sistema EU ETS nel ridurre la dipendenza energetica dell'UE e nel promuovere l'energia pulita e a prezzi accessibili?
La dipendenza dell'Europa dalle importazioni di combustibili fossili fa salire i costi dell'energia. Fissare un prezzo per le emissioni di carbonio stimola gli investimenti nell'energia pulita prodotta internamente, mantenendo così più denaro nelle economie europee e riducendo la dipendenza dai combustibili importati.
La fissazione del prezzo del carbonio stimola inoltre l'energia pulita e a prezzi accessibili. Nel 2023 quasi la metà dell'energia elettrica dell'UE proveniva da fonti rinnovabili e, se si include il nucleare, quasi il 70% è stato generato da fonti a zero emissioni. I segnali di prezzo provenienti dall'ETS rendono più attraenti gli investimenti nell'energia pulita e incoraggiano i consumatori a passare a fonti energetiche più economiche e più pulite.
In che modo la fissazione del prezzo del carbonio contribuisce a un ambiente più sano?
La fissazione del prezzo del carbonio aiuta a rendere l'aria più pulita. Scoraggia l'uso di combustibili fossili, riducendo gli inquinanti nocivi come gli ossidi di zolfo (SOx), gli ossidi di azoto (NOx) e il particolato fine (PM2.5).
Riducendo l'inquinamento atmosferico, la fissazione del prezzo del carbonio può contribuire a far calare i rischi di asma, malattie respiratorie, malattie cardiovascolari e decessi prematuri. Un'aria più pulita consente di risparmiare sui costi sanitari e di migliorare la qualità della vita, in particolare nelle aree urbane.
Quali benefici apporta il sistema EU ETS alla società?
I proventi derivanti dal carbonio apportano benefici diretti alla società, all'economia e alla vita quotidiana delle persone. Da quando le aste sono state introdotte nel 2013, il sistema EU ETS ha generato circa 270 miliardi di euro di entrate per i paesi dell'UE. Questi fondi sono stati reinvestiti direttamente in trasporti pubblici puliti, alloggi efficienti sotto il profilo energetico e infrastrutture moderne che migliorano la vita quotidiana di milioni di persone.
I proventi così ottenuti hanno sostenuto progetti quali nuovi autobus verdi in Ungheria, la gestione del rischio di alluvioni in Estonia o un programma di voucher per la mobilità in Italia (bonus trasporti). Nell'ambito del riesame, una quota maggiore di queste entrate sarà reinvestita nell'industria contemplata dal sistema ETS per contribuire ad accelerare la decarbonizzazione industriale.
L'UE è l'unica regione al mondo a fissare il prezzo del carbonio?
La fissazione del prezzo del carbonio è un approccio comprovato utilizzato in un numero crescente di paesi in tutto il mondo. È già in vigore in paesi quali la Cina, la Corea del Sud, la Nuova Zelanda, il Canada e diversi Stati statunitensi. In Brasile, Turchia, Giappone e India, per citare solo alcuni esempi, stanno sviluppando nuovi sistemi.
Di fatto, tra il 2016 e il 2026 il numero di imposte sul carbonio e di sistemi di scambio di quote di emissione attuati è più che raddoppiato, insieme alla quota di emissioni globali di gas a effetto serra che coprono. I regimi di fissazione del prezzo del carbonio coprono attualmente quasi il 30% delle emissioni globali.
Ultimo aggiornamento di questa pagina: 17 luglio 2026