Cosa fa l'UE
La politica di concorrenza dell'UE è concepita per tutelare gli interessi dei consumatori e delle imprese europee. In un mercato competitivo, ogni impresa lavora duramente per offrire i prodotti e i prezzi migliori e per migliorare sia la qualità che la scelta. Tuttavia, quando i mercati non sono competitivi, ciò può portare a meno scelte, a una qualità inferiore e a prezzi più elevati. Può persino portare alla perdita di posti di lavoro, a salari più bassi e a maggiori disuguaglianze.
Per questo motivo la Commissione europea tutela la concorrenza monitorando:
- gli accordi tra imprese che limitano la concorrenza, come i cartelli
- gli abusi di posizione dominante, ossia i comportamenti con i quali un'impresa molto forte cerca di escludere i concorrenti dal mercato
- le fusioni, quando le imprese uniscono le forze, in via permanente o temporanea
- gli aiuti di Stato, quando i governi nazionali forniscono sostegno sotto qualsiasi forma a determinate imprese
- le sovvenzioni da parte di governi al di fuori dell'UE a imprese attive nell'UE
- le grandi piattaforme digitali (i cosiddetti "gatekeeper") che possono utilizzare il loro potere di mercato in modo da danneggiare la concorrenza.
Fatti sulla politica di concorrenza
Fonte: Il 2024 in breve
Settori d'intervento
Norme che vietano gli abusi di potere di mercato e accordi tra imprese che limiterebbero la concorrenza
Norme dell'UE che disciplinano le fusioni di imprese
Norme dell'UE in materia di aiuti di Stato
Affrontare le distorsioni causate dalle sovvenzioni estere alle imprese attive nell'UE
Mantenere equi e aperti i mercati digitali
Scopri in che modo la politica di concorrenza dell'UE contribuisce a promuovere un'economia più pulita e più equa
Principali risultati
- Le norme dell'UE in materia di concorrenza contribuiscono a mantenere bassi i prezzi e alta la qualità dei prodotti, a vantaggio sia dei consumatori che delle imprese. Ciò aiuta in particolare le famiglie a basso reddito, che risentono maggiormente dell'aumento dei prezzi.
- Accelera inoltre l'innovazione, in quanto mercati competitivi spingono le imprese a migliorare e innovare, offrendo prodotti e servizi migliori a un maggior numero di persone - non solo i ricchi, ma tutti.
- Le norme dell'UE in materia di concorrenza creano condizioni di parità, garantendo che tutte le imprese possano competere secondo criteri equi, indipendentemente dalle dimensioni. In questo modo si perseguono obiettivi più ampi quali la parità di reddito, le transizioni verde e digitale o l'accesso a servizi essenziali come l'edilizia sociale. In sintesi, le norme in materia di concorrenza promuovono l'equità facendo in modo che i mercati funzionino per tutti e non solo per i soggetti più forti.
- Attraverso iniziative quali importanti progetti di comune interesse europeo (IPCEI), la politica di concorrenza dell'UE stimola gli investimenti in settori strategici, sostenendo l'innovazione, la tecnologia verde e le infrastrutture digitali. Stabilendo e applicando norme chiare, crea forti incentivi per le imprese a investire e innovare. Al tempo stesso, consente alle imprese dell'UE di espandersi in tutto il mercato unico, aiutandole a crescere in un contesto equo e competitivo.
- Le azioni contro comportamenti anticoncorrenziali come i cartelli o contro le fusioni che potrebbero falsare la concorrenza apportano benefici concreti.
- Sulla base di una metodologia elaborata dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), tra il 2012 e il 2023 l'applicazione delle norme dell'UE in materia di concorrenza avrebbe consentito ai consumatori di risparmiare tra i 12 e i 21 miliardi di euro l'anno.
In primo piano
Il regolamento sulle sovvenzioni estere conferisce alla Commissione il potere di indagare e affrontare le sovvenzioni concesse da governi al di fuori dell'UE che sembrano distorcere il mercato interno dell'UE. Le sovvenzioni estere possono conferire ai beneficiari un vantaggio indebito per acquisire imprese o vincere contratti di appalto nell'UE.
Ultima revisione di questa pagina: 22 maggio 2026