
Hai mai fatto domanda per un posto di lavoro con la frustrazione di non sapere quale fosse la paga? Ti è capitato di prendere parte a molteplici colloqui, sostenere prove, preparare documenti e investire tempo ed energia in una candidatura, per poi scoprire che lo stipendio offerto era di gran lunga inferiore alle tue aspettative? Oppure hai scoperto, dopo anni di lavoro, che il tuo collega percepisce una retribuzione più elevata per le stesse mansioni? L'UE vuole porre rimedio a tutto ciò!
Le nuove norme dell'UE in materia di trasparenza retributiva stanno entrando in vigore in tutta l'UE. Aumenteranno la trasparenza dei salari, rafforzeranno l'applicazione del principio della parità retributiva tra uomo e donna e miglioreranno l'accesso delle vittime di discriminazione alla giustizia.
In pratica, i datori di lavoro:
- saranno tenuti a indicare lo stipendio iniziale o la fascia retributiva nell'avviso di posto vacante o prima del colloquio e non saranno più autorizzati a chiedere ai candidati informazioni sulle retribuzioni percepite negli attuali o nei precedenti rapporti di lavoro
- dovranno, su richiesta, fornire ai dipendenti informazioni sul loro livello retributivo individuale e sui livelli retributivi medi dei lavoratori che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore, ripartiti per sesso
- saranno tenuti a pubblicare informazioni sul divario retributivo tra lavoratori e lavoratrici (datori di lavoro con almeno 100 dipendenti)
- dovranno effettuare una valutazione delle retribuzioni se le relazioni sulla parità retributiva evidenziano un divario salariale non giustificato di almeno il 5%.
Le nuove norme migliorano inoltre l'accesso delle vittime di discriminazione alla giustizia:
- i lavoratori che hanno subito una discriminazione retributiva di genere possono ricevere un risarcimento
- i datori di lavoro che non rispettano gli obblighi di trasparenza dovranno dimostrare che non vi è stata discriminazione
- i paesi dell'UE sono tenuti a prevedere sanzioni in caso di violazione delle norme sulla parità retributiva
- gli organismi per le pari opportunità e i rappresentanti dei lavoratori possono rappresentare questi ultimi nei procedimenti giudiziari o amministrativi.
Il diritto alla parità retributiva tra uomo e donna per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore è un principio fondante dell'Unione europea sin dal trattato di Roma del 1957. Attualmente il divario retributivo di genere nell'UE si attesta all'11,1%. Per contribuire a colmare tale divario e promuovere la parità, la Commissione ha proposto la direttiva sulla trasparenza retributiva, che è stata adottata nel 2023.
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- Data di pubblicazione
- 5 giugno 2026
- Autore
- Direzione generale della Comunicazione