L'indipendenza dell'Europa risiede nella tutela delle nostre libertà. La libertà di decidere, di esprimere la propria opinione, di spostarsi in tutto il continente. La libertà di votare, di amare, di pregare. Di vivere in un'Unione dell'uguaglianza.
In una società davvero inclusiva tutti possono esprimere e sviluppare le proprie potenzialità. Ecco perché la Commissione ha posto l'uguaglianza al centro del proprio programma, adoperandosi per costruire un'Unione dell'uguaglianza in cui tutte le persone possano vivere senza discriminazioni.
A sostegno di questo obiettivo la Commissione ha adottato una serie completa di strategie per l'uguaglianza, volte a creare le condizioni affinché tutti possano vivere, prosperare e farsi strada a prescindere da differenze di genere, origini razziali o etniche, religione o convinzioni personali, disabilità, età od orientamento sessuale, fra cui:
- le strategie per l'uguaglianza LGBTIQ 2026-2030 e 2020-2025
- le strategie per la parità di genere 2026-2030 e 2020-2025
- la strategia per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030
- il piano d'azione dell'UE contro il razzismo 2020-2025
- la strategia dell'UE contro il razzismo 2026-2030
- il quadro strategico dell'UE per l'uguaglianza, l'inclusione e la partecipazione dei Rom 2020-2030.

Il diritto di essere sé stessi
Il diritto dell'UE vieta qualsiasi forma di discriminazione (fondata sul sesso, la razza, l'etnia, la religione o le convinzioni personali, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale). Tuttavia per molte persone questa è ancora una realtà quotidiana.
Per garantire che i diritti fondamentali all'uguaglianza e alla non discriminazione siano rispettati, la Commissione propone costantemente nuove politiche e iniziative incentrate sulla promozione dell'uguaglianza e dell'inclusione.
Scopri cosa sta facendo la Commissione per combattere la discriminazione
L'UE si adopera per essere un continente in cui ciascuno possa scegliere il proprio percorso di vita e dove non esistano né stereotipi né violenza di genere.
71 punti(su 100) attribuiti all'UE dall'indice sull'uguaglianza di genere per il 2024
33,4%di donne nei parlamenti nazionali dell'UE
10 punti percentualiil divario di genere complessivo a livello occupazionale
I paesi dell'UE hanno compiuto importanti progressi per quanto riguarda la parità di genere, ad esempio proponendo una legislazione comune e integrando la prospettiva della parità di genere in diversi settori di intervento.
Tuttavia, nei paesi dell'UE la piena parità di genere è ancora lontana e i progressi sono lenti. La diffusione della violenza di genere rimane elevata. Nel mercato del lavoro, le donne sono sovrarappresentate nei settori meno retribuiti e sottorappresentate nelle posizioni di responsabilità e tuttora in media guadagnano, all'ora, quasi il 13% in meno degli uomini. Secondo le ricerche il lavoro domestico è in generale svolto in misura maggiore dalle donne che dagli uomini e la causa principale di questa disparità sono gli stereotipi di genere, che affliggono sia le donne che gli uomini.
Sulla base della precedente strategia quinquennale, nel 2026 la Commissione ha varato una nuova strategia per la parità di genere per accelerare i progressi in questo ambito in tutta l'UE.
Scopri le azioni della Commissione per conseguire la parità di genere

Un continente dove poter amare chi si desidera
L'Unione europea è in prima linea nella protezione dei diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender, intersessuali e queer (LGBTIQ+).
23 paesi dell'UEdispongono di una legislazione sull'uguaglianza in materia di orientamento sessuale che non riguarda solo l'occupazione
Oltre 100 iniziativefinanziate dall'UE a sostegno delle persone LGBTIQ+
Fonte: Rainbow map, relazione sui progressi compiuti nella strategia per l'uguaglianza delle persone LGBTIQ 2020-2025.
Nonostante i nostri sforzi per permettere a tutti di essere sé stessi e di amare chi si desidera, le persone LGBTIQ+ sono spesso discriminate. Nel 2023 l'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali (FRA) ha condotto un'indagine da cui è risultato che la discriminazione basata sull'orientamento sessuale, seppur elevata, è in lenta diminuzione. Ciononostante, le molestie, il bullismo e la violenza sono aumentati rispetto al passato. Secondo la stessa indagine, il 55% di persone LGBTIQ+ intervistate hanno subito molestie a causa del fatto di essere LGBTIQ+.
Sulla base dei progressi compiuti nell'ambito della sua prima strategia per l'uguaglianza LGBTIQ, la Commissione ha avviato la sua strategia per l'uguaglianza LGBTIQ+ 2026-2030, al fine di continuare a promuovere l'uguaglianza e la non discriminazione proteggendo e sostenendo le persone LGBTIQ + e coinvolgendo la società.
Scopri cosa sta facendo la Commissione per proteggere i diritti e la sicurezza delle persone LGBTIQ+

Siamo "uniti nella diversità" in un continente dove coesistono culture, tradizioni e lingue differenti.
Eppure, affinché l'UE sia all'altezza del suo motto, non dobbiamo abbassare la guardia di fronte al razzismo e ai movimenti xenofobi, anche combattendo l'antisemitismo e l'odio contro i musulmani.
L'ultima indagine Eurobarometro sulla discriminazione rivela che almeno due cittadini su tre considerano ancora la discriminazione razziale un problema diffuso nel proprio paese.
Negli ultimi anni l'UE ha compiuto progressi nella lotta contro il razzismo, concentrandosi in particolare sulla rimozione degli ostacoli creati dalla discriminazione razziale e integrando le iniziative contro il razzismo in tutte le pertinenti politiche dell'UE. Sulla base del piano d'azione contro il razzismo (2020-2025), la Commissione ha rafforzato il suo approccio attraverso una nuova strategia contro il razzismo, he intensifica l'azione contro tutte le forme di razzismo.

Informazioni sul piano d'azione contro il razzismo 2026-2030
Più inclusione per le persone con disabilità
29%delle persone con disabilità è a rischio di povertà
Più del 50%si sente vittima di discriminazione
55%la percentuale di occupati
Fonte: Strategia per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030 (indagine condotta tra le persone con disabilità).
Nonostante i progressi compiuti finora, nella nostra società le persone con disabilità si trovano ancora ad affrontare notevoli ostacoli. La strategia per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030 è volta a migliorare la vita di tali persone e a garantire che possano godere dei loro diritti e possano partecipare pienamente alla società e all'economia in modo paritario rispetto agli altri.
La Commissione ha fatto il punto sulle nuove esigenze e sfide emerse dal 2021, ad esempio la necessità di essere preparati in tempi di crisi e il crescente uso dell'intelligenza artificiale, fonte tanto di sfide quanto di opportunità. Nel maggio 2026 la strategia è stata rafforzata di conseguenza, anche per renderla più ambiziosa e concentrarsi su una migliore attuazione.
Nell'ambito di questa strategia, nel 2022 è stato adottato un pacchetto di misure sull'occupazione delle persone con disabilità. Poiché nell'UE è occupata solo la metà dei 42,8 milioni di persone con disabilità in età lavorativa, tali iniziative da un lato forniscono orientamenti ai datori di lavoro e alle autorità pubbliche mentre, dall'altro, aiutano un maggior numero di persone con disabilità ad accedere al mercato del lavoro.

In questi ultimi anni inoltre nell'UE sono state adottate diverse norme per rendere l'UE più accessibile alle persone con disabilità, ad esempio:
- la direttiva europea sull'accessibilità di determinati prodotti e servizi
- la direttiva sull'accessibilità del web.
Tra altre iniziative figurano:
- la carta europea della disabilità e il contrassegno europeo di parcheggio per le persone con disabilità
- le raccomandazioni sugli alloggi accessibili e assistiti per le persone con disabilità
- il prossimo quadro per i servizi sociali di eccellenza destinati alle persone con disabilità
Per saperne di più sulla strategia per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030
I Rom costituiscono la più numerosa minoranza etnica in Europa. Su 10-12 milioni di Rom, circa 6 milioni sono cittadini dell'UE o risiedono nell'UE.
Anche se nell'UE la discriminazione è vietata, molti Rom sono ancora vittime di pregiudizi ed esclusione sociale.
Nel 2020 la Commissione ha avviato un piano decennale per sostenere l'uguaglianza, l'inclusione e la partecipazione della comunità rom nell'UE, in cui ha definito gli obiettivi per il 2030, tra cui:

- ridurre di almeno la metà la percentuale di Rom vittime di discriminazione
- ridurre di almeno la metà il divario di povertà tra i Rom e la popolazione in generale
- ridurre di almeno la metà la percentuale di bambini Rom che frequentano scuole primarie segregate negli Stati membri con una popolazione Rom significativa
- ridurre di almeno la metà il divario per quanto riguarda l'aspettativa di vita.
Task force per l'uguaglianza
Tutte e cinque le strategie dell'Unione per l'uguaglianza combinano misure mirate (come la legislazione in materia di uguaglianza o specifiche attività di sensibilizzazione) e sforzi per integrare l'uguaglianza in altri settori di intervento.
Per contribuire all'integrazione dell'uguaglianza in tutti i settori di intervento, la Commissione ha creato una specifica task force.
Ultimo aggiornamento di questa pagina: 8 maggio 2026