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Commissione europea

Patto per l'industria pulita

Un piano per la competitività e la decarbonizzazione dell'UE

Un altro elemento chiave del patto è la circolarità, che punta a ridurre i rifiuti e prolungare la vita dei materiali promuovendo il riciclaggio, il riutilizzo e la produzione sostenibile. Sfruttare al meglio le risorse limitate dell'UE e ridurre le eccessive dipendenze dai fornitori di paesi terzi per quanto riguarda le materie prime è fondamentale per un mercato competitivo e resiliente.    

Principali elementi del patto per l'industria pulita

Energia a prezzi accessibili 

La disponibilità di energia a prezzi accessibili è alla base della competitività. Per ridurre le bollette energetiche delle industrie, delle imprese e delle famiglie e allo stesso tempo promuovere la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio, la Commissione ha adottato il piano d'azione per l'energia a prezzi accessibili al fine di:

  • accelerare la diffusione dell'energia pulita e l'elettrificazione
  • completare il mercato interno dell'energia con interconnessioni fisiche
  • usare l'energia in modo più efficiente e ridurre la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili.

Aumento della domanda di prodotti puliti

nel marzo 2026 la Commissione ha presentato l'atto legislativo su un acceleratore industriale per dare impulso alla domanda di tecnologie e prodotti a basse emissioni di carbonio fabbricati in Europa.

L'atto introduce requisiti sulla fabbricazione nell'UE e sulle basse emissioni di carbonio per gli appalti pubblici e i regimi di sostegno pubblico in settori strategici fondamentali.

Definisce inoltre condizioni applicabili agli investimenti di almeno 100 milioni di euro effettuati da imprese di paesi terzi che controllano oltre il 40% della capacità produttiva mondiale in settori quali i veicoli elettrici, le batterie, l'energia solare e le materie prime critiche. Per essere ammissibili, gli investimenti devono creare posti di lavoro di alta qualità, stimolare l'innovazione e la crescita, generare un valore reale nell'UE e rispettare i requisiti di contenuto locale.

Nel 2026 la Commissione riesaminerà anche le regole sugli appalti pubblici per fissare criteri di sostenibilità, resilienza e preferenza europea negli appalti pubblici per i settori strategici. 

Finanziamenti per la transizione pulita

Il patto per l'industria pulita mobiliterà oltre 100 miliardi di euro di finanziamenti a sostegno della produzione pulita nell'UE. La Commissione ha già:

La Commissione potenzierà il Fondo per l'innovazione e proporrà la creazione di una banca per la decarbonizzazione industriale, con l'obiettivo di mettere a disposizione 100 miliardi di euro di finanziamenti ricavati dalle disponibilità del Fondo per l'innovazione, dai proventi aggiuntivi di parti del sistema per lo scambio di quote di emissioni (ETS) e dalla revisione di InvestEU.

Circolarità e accesso ai materiali 

Le materie prime critiche sono fondamentali per l'industria europea. L'UE deve assicurarsi di poterne disporre e svincolarsi dai fornitori inaffidabili. Integrare la circolarità nella nostra strategia di decarbonizzazione è fondamentale per sfruttare al meglio le limitate risorse dell'UE. La Commissione intende: 

  • istituire un meccanismo che consenta alle imprese europee di coalizzarsi e aggregare la domanda di materie prime critiche
  • creare un centro dell'UE per le materie prime critiche destinato all'acquisto comune delle materie prime per conto delle imprese interessate, che creerà economie di scala e offrirà maggiore potere negoziale per ottenere prezzi e condizioni più favorevoli
  • adottare un atto legislativo sull'economia circolare nel 2026 per accelerare la transizione verso l'economia circolare e garantire che i materiali che scarseggiano siano utilizzati e riutilizzati in modo efficiente, ridurre le nostre dipendenze a livello mondiale e creare posti di lavoro di alta qualità. L'obiettivo è arrivare al 24% di materiali circolari entro il 2030

Azione su scala mondiale 

L'UE ha bisogno di partner mondiali affidabili, ora più che mai. Oltre ad applicare gli accordi commerciali nuovi o già in vigore, la Commissione ha:

La Commissione intende anche garantire la sicurezza economica e la resilienza dell'industria dell'UE di fronte alla concorrenza mondiale e alle incertezze geopolitiche tramite una serie di strumenti di difesa commerciale e di altro tipo.

Competenze e posti di lavoro di qualità 

La forza lavoro dell'UE deve disporre delle competenze necessarie per sostenere la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio, per esempio competenze nel campo delle tecnologie pulite, della digitalizzazione e dell'imprenditorialità.  

La Commissione ha istituito un'Unione delle competenze che investirà nei lavoratori, svilupperà le competenze e creerà posti di lavoro di qualità.  

Erasmus+ potenzierà i programmi di istruzione e formazione per sviluppare una forza lavoro qualificata e in grado di adattarsi e ovviare alle carenze di competenze in settori chiave, con finanziamenti fino a 90 milioni di euro

Il patto per l'industria pulita sarà incentrato anche su una serie di elementi trasversali necessari per un'economia competitiva:  

  • riduzione degli oneri burocratici  
  • sfruttamento di tutte le possibilità offerte dalle dimensioni del mercato unico  
  • promozione di posti di lavoro di qualità
  • migliore coordinamento delle politiche a livello nazionale e dell'UE. 

Dati essenziali

Contesto

Nei suoi orientamenti politici la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha preso l'impegno di realizzare il patto per l'industria pulita entro i primi 100 giorni del mandato della Commissione, inserendo la competitività e la prosperità dell'UE tra gli obiettivi prioritari.  

L'iniziativa si basa sui contributi dei leader del settore industriale, delle parti sociali e della società civile, e fa seguito alla dichiarazione di Anversa per un patto industriale europeo e ai dialoghi sulla transizione pulita. 

Documenti

  • 26 FEBBRAIO 2025
Il patto per l'industria pulita
  • 2 LUGLIO 2025
Delivering on the clean industrial deal

Ultimo aggiornamento di questa pagina: 5 marzo 2026