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Commissione europea

La relazione sullo Stato di diritto rafforza la democrazia e i diritti fondamentali nell'UE

  • Articolo
  • 17 luglio 2026
  • Direzione generale della Comunicazione
  • 3 min di lettura
The statuette of Themis, goddess of divine justice

 

Uno Stato di diritto efficace ci consente di godere di sistemi giudiziari indipendenti, norme anticorruzione incisive, media liberi e pluralistici e un solido sistema di bilanciamento dei poteri che tutelano i nostri diritti e consolidano la nostra fiducia nelle istituzioni pubbliche e nella democrazia. Garantisce inoltre la certezza del diritto necessaria per gli investimenti, la competitività e la crescita economica. Come negli anni precedenti, la relazione sullo Stato di diritto 2026 della Commissione europea valuta la solidità dello Stato di diritto in tutta l'UE e nei quattro Stati membri potenziali: Albania, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia.  

Nel complesso, la relazione conferma una traiettoria sostanzialmente positiva, con progressi costanti in numerosi paesi dell'UE e riforme importanti già avviate o in corso. Sebbene persistano alcune criticità e i progressi non siano omogenei, la relazione e le raccomandazioni continuano a stimolare le riforme e i cambiamenti in tutti i paesi monitorati. 

Principali conclusioni 

Sistemi giudiziari 

Nell'ultimo anno numerosi paesi dell'UE hanno compiuto progressi nella riforma dei sistemi giudiziari. Tra le misure intraprese rientrano il rafforzamento dell'indipendenza dei Consigli di giustizia, l'introduzione di ulteriori garanzie per la nomina dei giudici e le procedure disciplinari e il rafforzamento dell'autonomia delle procure. 

Lotta alla corruzione 

Tutti i paesi dell'UE stanno recependo, con il sostegno della Commissione, la nuova direttiva dell'UE sulla lotta alla corruzione, che istituisce un quadro per prevenire, individuare e sanzionare i casi di corruzione nell'UE.  

Diversi paesi dell'UE hanno inoltre sviluppato nuove strategie anticorruzione e rafforzato la loro capacità istituzionale per combattere la corruzione. 

Libertà e pluralismo dei media 

Nei paesi dell'UE sono in corso riforme per allineare le leggi nazionali alle nuove disposizioni del regolamento europeo sulla libertà dei media.  

Diversi paesi dell'UE stanno rafforzando il funzionamento e finanziamento indipendente dei media del servizio pubblico e garantendo equità e trasparenza nella distribuzione della pubblicità statale. 

La sicurezza dei giornalisti rimane una priorità della Commissione, che sta aggiornando la sua raccomandazione in materia. 

Numerosi paesi dell'UE stanno prendendo provvedimenti concreti per contrastare il fenomeno delle azioni legali strategiche tese a bloccare la partecipazione pubblica (SLAPP) e la Commissione continua a collaborare con loro per sostenere il recepimento e l'attuazione della direttiva anti-SLAPP

Bilanciamento dei poteri a livello istituzionale

In alcuni paesi dell'UE persistono carenze legate all'eccessivo ricorso alle procedure legislative d'urgenza e allo scarso coinvolgimento dei portatori di interessi.

Molti paesi dell'UE continuano a garantire un contesto favorevole e propizio alla società civile e a impegnarsi per migliorare ulteriormente il loro ambiente operativo. Tuttavia, in diversi paesi dell'UE i soggetti attivi nella società civile continuano a segnalare problemi, tra cui tagli ai finanziamenti e restrizioni alla libertà di riunione pacifica.  

In tutti questi settori la relazione mette in evidenza l'impatto dello Stato di diritto sul funzionamento del mercato unico e sul contesto in cui operano le imprese. 

La Commissione invita i paesi dell'UE ad affrontare le criticità individuate nella relazione di quest'anno ed è pronta a sostenere l'attuazione delle raccomandazioni.

Per saperne di più

Relazione sullo Stato di diritto 2026

Eurobarometro Flash 584 sulle sfide e priorità dell'UE

Comunicato stampa: La relazione sullo Stato di diritto 2026 rafforza la prosperità, la sicurezza e la resilienza democratica dell'Europa

 

Data di pubblicazione
17 luglio 2026
Autore
Direzione generale della Comunicazione