
Il Centro europeo per la resilienza democratica ha compiuto un passo importante verso il coinvolgimento nei suoi lavori di paesi candidati e potenziali candidati. A margine del Consiglio "Affari generali" del 13 ottobre a Lussemburgo, i ministri dell'UE hanno approvato l'associazione di Albania, Bosnia-Erzegovina, Moldova, Montenegro, Macedonia del Nord, Serbia e Ucraina, così come del Kosovo*.
I ministri hanno discusso dei potenziali settori di cooperazione nei quali coinvolgere i partner dell'allargamento in vista di futuri progetti, tra cui: sviluppare concetti e metodologie comuni per individuare la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri; misurare la resilienza democratica; partecipare a esercitazioni a tavolino di gestione delle crisi; e promuovere la salvaguardia della vita democratica attraverso apposite formazioni sulla tutela dei giornalisti, delle organizzazioni della società civile, dei verificatori di fatti e dei politici. Gli Stati membri possono ora invitare i partner dell'allargamento a proporre e co-dirigere alcuni dei progetti del Centro così come a parteciparvi.
La partecipazione dei partner dell'allargamento amplia la cooperazione pratica del Centro e contribuisce al raggiungimento dei suoi obiettivi fondamentali, ossia il miglioramento collettivo della capacità di individuare e anticipare le minacce alla resilienza democratica in Europa e nel suo vicinato, lo sviluppo di approcci ben coordinati e il rafforzamento della capacità di risposta rapida, come pure la responsabilizzazione dei cittadini, della società civile e delle istituzioni affinché contribuiscano alla resilienza democratica.
Il Centro, ufficialmente operativo dal 24 febbraio 2026, sta già realizzando vari progetti concreti con gli Stati membri. Agli inizi di settembre è stato lanciato, in collaborazione con l'Agenzia svedese per la difesa psicologica, il programma di formazione dei formatori, concepito per contribuire a migliorare le competenze dei funzionari governativi in tutti gli Stati membri e rafforzare la preparazione di tutta l'amministrazione e di tutta la società. Il Centro ha inoltre avviato la fase pilota della piattaforma delle parti interessate per verificare come sviluppare progetti concreti volti a rafforzare la resilienza democratica in collaborazione con le organizzazioni indipendenti della società civile, i media, i verificatori di fatti, i ricercatori e i professionisti dell'alfabetizzazione mediatica provenienti da tutta l'UE.
* Tale designazione non pregiudica le posizioni riguardo allo status ed è in linea con la risoluzione 1244/1999 dell'UNSC e con il parere della CIG sulla dichiarazione di indipendenza del Kosovo.
La democrazia non va mai data per scontata. Va protetta, coltivata. Ogni giorno - e ovunque. Il nostro Centro europeo per la resilienza democratica riunisce gli Stati membri dell'UE in modo che possano rafforzare le loro democrazie. La resilienza delle loro società. E così contrastare le interferenze straniere. Da oggi, anche i paesi candidati possono prendere parte a questi lavori. Possiamo imparare gli uni dagli altri. Possiamo diventare più forti insieme.
— Ursula von der Leyen (@vonderleyen) 13 ottobre 2026
- Data di pubblicazione
- 13 ottobre 2026
- Autore
- Direzione generale della Comunicazione
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