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Commissione europea

Impegno di Coca-Cola a migliorare le asserzioni relative al riciclaggio sulle bottiglie di plastica

Nel novembre 2023 l'Ufficio europeo delle unioni dei consumatori (BEUC) ha formulato una segnalazione esterna contro le aziende imbottigliatrici che collocano asserzioni ambientali sulle bottiglie di plastica.

In seguito alla segnalazione, The Coca-Cola Company ha contattato la Commissione europea e si è impegnata volontariamente a dialogare con la rete CPC sotto la guida dell'agenzia svedese dei consumatori e l'autorità ungherese garante della concorrenza.

A seguito del dialogo, Coca-Cola si è impegnata a:

  • sostituire frasi come "Sono una bottiglia con il 100% di plastica riciclata" sulle etichette delle bottiglie (che riportavano altrove e in caratteri diversi il disclaimer "esclusi l'etichetta e il tappo") con indicazioni più precise come "Questa bottiglia, esclusi etichetta e tappo, è fatta con il 100% di plastica riciclata";
  • modificare da "Riciclami ancora" a "Riciclami" le frasi riportate sulle etichette per incoraggiare lo smaltimento delle bottiglie vuote, affinché per i consumatori sia più chiaro che non esiste un circuito chiuso nel processo di riciclaggio;
  • fare in modo che l'aspetto generale dell'etichetta e il marketing non inducano in errore i consumatori per quanto riguarda i benefici ambientali dell'imballaggio, per esempio combinandoli con altre asserzioni ambientali o simboli;
  • garantire che le campagne di marketing digitale sui siti web e i canali social di Coca-Cola siano coerenti con gli impegni presi.

Ora spetta alle autorità nazionali per la tutela dei consumatori monitorare l'attuazione degli impegni.

Sotto il coordinamento della Commissione europea, le autorità valuteranno anche le pratiche di altre grandi aziende imbottigliatrici che operano nel mercato unico e, se necessario, imporranno loro di rispettare gli stessi impegni.

  • 6 MAGGIO 2025
Complete list of commitments made by Coca-Cola

Serbatoi di AdBlue nelle automobili di Stellantis

A seguito delle segnalazioni effettuate dalle associazioni di consumatori in Italia e in Spagna, l'Ufficio europeo delle unioni dei consumatori (BEUC) ha invitato la rete CPC ad avviare un'indagine a livello dell'UE in merito ai problemi tecnici riscontrati coi serbatoi di AdBlue montati su alcuni veicoli diesel prodotti da Stellantis.

L'AdBlue è un liquido progettato per i motori dei veicoli diesel allo scopo di consentire il funzionamento del sistema SCR (sistema di riduzione catalitica selettiva) e di ridurre, in ultima istanza, le emissioni nocive di ossido di azoto.  

I clienti hanno lamentato che, tra il gennaio 2014 e l'agosto 2020, il software incorporato in alcuni veicoli diesel prodotti da Stellantis (come Peugeot, Citroën, DS o Opel) indicava erroneamente che il serbatoio di AdBlue era quasi o completamente vuoto, causando così l'arresto del motore e impedendone il riavvio, provocando di conseguenza la necessità di costose riparazioni a carico dei proprietari.

Stellantis ha chiarito che i problemi tecnici relativi al serbatoio di urea sono emersi in vecchie generazioni di veicoli e che i veicoli più recenti sono invece dotati di componenti perfezionati.  

Misure compensative approvate da Stellantis  

Nel settembre 2023 l'Autorità italiana Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha esaminato la questione e concordato con Stellantis una serie di misure compensative a favore dei consumatori in Italia.

Dopo un dialogo con la Commissione e la rete CPC, Stellantis ha convenuto di estendere tali misure a tutti gli Stati membri, prevedendo inoltre alcuni impegni aggiuntivi che includono quanto segue:

  • l'estensione della copertura speciale per le marche di veicoli Stellantis Peugeot, Citroën, DS e Opel. Ciò significa che Stellantis, a seconda dell'età e del chilometraggio del veicolo, si fa carico del costo delle componenti andando al di là dei requisiti di garanzia, la quale sarà estesa fino a 8 anni dopo la data di fabbricazione di ogni veicolo. La copertura durerà dunque fino al 2028 per i veicoli fabbricati nell'agosto 2020. Per i veicoli ammissibili con fino a 5 anni di utilizzo e 150 000 chilometri, Stellantis risarcisce il 100% dei costi delle parti. Se il veicolo ha tra i 5 e gli 8 anni, la società copre tra il 30% e il 90% dei costi delle parti, a seconda del chilometraggio
  • l'integrazione della copertura speciale con un importo di 30 euro per il costo del lavoro, importo che in alcuni casi rappresenta circa il 20% del costo medio del lavoro
  • la copertura del 100% dei costi delle parti e dei costi di lavoro per i consumatori che si trovano ad affrontare casi ricorrenti (per i clienti che si sono rivolti a un riparatore autorizzato per una seconda sostituzione del serbatoio di urea, entro il limite di 50 000 km o 24 mesi dalla precedente sostituzione effettuata presso un riparatore autorizzato e comprovata da fattura; sono esclusi i veicoli usati). Tale misura resterà in vigore fino all'agosto 2028
  • una misura retroattiva volta a compensare con una somma forfettaria i consumatori che dal 1º gennaio 2021 hanno ricevuto rimborsi meno favorevoli rispetto a quanto previsto dalla copertura speciale estesa
  • l'organizzazione di corsi di formazione per i dipendenti delle reti di distribuzione e dell'assistenza ai clienti per garantire che i consumatori siano adeguatamente informati delle coperture a loro disposizione. =

Stellantis lancerà inoltre una piattaforma dedicata alla misura retroattiva per tutti i consumatori interessati che abbiano già ricevuto risarcimenti in passato, al fine di calcolare i loro diritti di risarcimento aggiuntivi. La piattaforma sarà disponibile a metà gennaio 2025.  

Greenwashing nel settore del trasporto aereo

A seguito di un dialogo con la Commissione europea e le autorità della rete di cooperazione per la tutela dei consumatori (CPC), 21 compagnie aeree si sono impegnate a modificare le loro pratiche per quanto riguarda le asserzioni ambientali ingannevoli.

Questa azione coordinata, guidata dalla direzione generale belga per l'ispezione economica, dall'autorità olandese per i consumatori e i mercati, dall'autorità norvegese per la tutela dei consumatori e dalla direzione generale spagnola per i consumatori, è iniziata nel giugno 2023 dopo una denuncia dell'Ufficio europeo delle unioni dei consumatori (BEUC) riguardante le asserzioni relative al clima potenzialmente ingannevoli di 17 compagnie aeree europee.

Le compagnie aeree hanno discusso i seguenti impegni:

  1. chiarire che le emissioni di CO2 di un volo specifico non possono essere neutralizzate, compensate o ridotte direttamente mediante contributi o pagamenti
  2. utilizzare il termine "carburanti sostenibili per l'aviazione" (SAF) solo in casi opportunamente giustificati
  3. astenersi dall'utilizzare termini o immagini che evocano il rispetto dell'ambiente in modo vago e affermare chiaramente che il trasporto aereo è un settore altamente inquinante
  4. chiarire le asserzioni sulle prestazioni ambientali future (ad esempio sull'azzeramento delle emissioni nette di gas a effetto serra)
  5. presentare i calcoli delle emissioni di CO2 in modo chiaro e trasparente, nel rispetto del diritto dell'UE
  6. fornire prove e informazioni scientifiche sufficienti a sostegno di qualsiasi confronto tra prestazioni ambientali.

Tutte le compagnie aeree hanno convenuto, tra le altre cose, di modificare determinate pratiche, e in particolare eliminare le asserzioni secondo cui le emissioni di CO2 dei singoli voli possono essere neutralizzate, compensate o ridotte direttamente mediante pagamenti per progetti climatici o l'uso di carburanti alternativi per l'aviazione. Di seguito è disponibile una tabella dettagliata con gli impegni presi da ciascuna compagnia aerea.

Le autorità nazionali per la tutela dei consumatori monitoreranno l'attuazione tempestiva degli impegni. Se riterranno che gli impegni siano insufficienti o non siano stati attuati correttamente, potranno adottare misure di esecuzione per allineare le pratiche delle compagnie aeree al diritto dei consumatori dell'UE e garantire una concorrenza leale e condizioni di parità in tutto il settore del trasporto aereo.

  • 7 NOVEMBRE 2025
Table of the commitments of airlines

Zalando

A seguito di un dialogo con la Commissione europea e le autorità nazionali per la tutela dei consumatori, Zalando si è impegnata a rimuovere le bandiere e le icone di sostenibilità visualizzate accanto ai prodotti offerti sulla sua piattaforma. Tali dichiarazioni possono indurre in errore i consumatori in merito alle caratteristiche ambientali dei prodotti.    

Nell'aprile 2022 la rete di cooperazione per la tutela dei consumatori (CPC), coordinata dalla Commissione europea e guidata da quattro autorità di Germania, Danimarca, Norvegia e Svezia, ha avviato un'azione coordinata con Zalando. La principale preoccupazione della rete era l'uso da parte di Zalando di una bandiera di sostenibilità. Nel corso dell'azione coordinata e conseguentemente ad essa, Zalando ha rimosso la bandiera di sostenibilità e si è impegnata a non utilizzarla in futuro. Permangono tuttavia alcune preoccupazioni in merito alle icone ambientali ingannevoli introdotte da Zalando dopo la rimozione della bandiera di sostenibilità. La rete CPC si è inoltre concentrata sulla presentazione e il funzionamento del filtro e sui dati necessari a sostenere le asserzioni ambientali.  

A seguito del dialogo con la rete CPC, Zalando si è impegnata a: 

  • rimuovere la bandiera di sostenibilità inizialmente utilizzata in tutte le pagine web 
  • rimuovere tutte le icone ambientali ingannevoli visualizzate accanto ai prodotti (come ad esempio una foglia o un albero)  
  • non utilizzare più il termine "sostenibilità", o altri termini che indicano un beneficio ambientale e/o etico, senza inserire una qualificazione in prossimità diretta di tale dichiarazione. Zalando utilizzerà invece il termine "norma di prodotto", o un'espressione simile, con informazioni chiare sui particolari attributi del prodotto, tra cui una percentuale indicante la quantità di un determinato attributo (ad esempio materiali riciclati) nella composizione del prodotto 
  • rimuovere le icone e il termine "sostenibilità" anche dal filtro e introdurre invece il termine "norma di prodotto" che consente ai consumatori di filtrare e selezionare i prodotti sulla base di specifici attributi 
  • modificare la "funzione di abbinamento" del filtro rendendo possibile selezionare i prodotti sulla base di un criterio legato a un determinato attributo 
  • fornire informazioni chiare e dettagliate sui benefici ambientali e/o etici del prodotto nella pagina che ne riporta i dettagli, come ad esempio l'attributo o gli attributi del prodotto insieme alle specifiche percentuali  
  • rivedere la pagina sulla sostenibilità introducendo due nuove pagine web: una con maggiori informazioni sulle norme di prodotto e l'altra contenente informazioni sugli approcci e sulle strategie di Zalando in materia di sostenibilità  
  • garantire che le asserzioni ambientali di Zalando riguardino aspetti significativi dell'impatto del prodotto sull'ambiente. 

Nintendo

A seguito di una segnalazione esterna dell'Ufficio europeo delle unioni dei consumatori (BEUC), la rete delle autorità preposte alla cooperazione per la tutela dei consumatori (CPC) ha contattato la Nintendo of Europe GmbH ("Nintendo") per discutere del mancato funzionamento di alcuni stick analogici dei controller "Nintendo Switch". Come risultato del dialogo, Nintendo riconoscerà ai consumatori dell'UE il diritto di riparare gratuitamente i controller difettosi presso i propri centri di riparazione ufficiali, anche nel caso in cui la garanzia del produttore e/o del venditore risulti scaduta. L'azione è stata guidata dal ministero greco per lo Sviluppo e gli investimenti e dall'Ufficio federale tedesco per l'ambiente, con il coordinamento dalla Commissione europea.
 
Gli utenti della Nintendo Switch avevano già segnalato alle autorità della rete CPC e alle associazioni dei consumatori la perdita di controllo della console. I controller avevano iniziato a presentare segni di deterioramento, mandando anche input errati senza essere stati sollecitati dall'utente. Ciò ha comportato anche l'aumento di rifiuti elettronici superflui, poiché, per via di questo problema, i controller divenivano inservibili e gli utenti che non potevano ripararli con facilità e in modo gratuito si trovavano costretti a sostituirli. Il problema tecnico noto come "drifting dei Joy-Con" ha riguardato tutti i tipi di console Nintendo Switch. È infatti indicativo che a gennaio 2021 le organizzazioni aderenti al BEUC avessero già ricevuto quasi 25 000 reclami dai consumatori riguardanti la Switch.
 
A seguito del dialogo, la Nintendo ha deciso di riconoscere inequivocabilmente nella sezione apposita del sito web del suo centro assistenza europeo che: qualunque problema di drifting o di reattività dei controller Joy-Con sarà riparato gratuitamente presso gli appositi centri della Nintendo, indipendentemente che si tratti di un difetto di fabbrica o di normale usura e anche qualora la garanzia supplementare di 24 mesi offerta da Nintendo risultasse scaduta. La Nintendo ha inoltre accettato la proposta delle autorità per la tutela dei consumatori di riconoscere lo stesso diritto anche a coloro che non sono gli acquirenti originari del controller.
 
I consumatori che incontrano problemi di reattività dei controller Joy-Con possono visitare la sezione del sito della Nintendo dedicata al servizio di assistenza alla clientela. Alla pagina "I control stick dei controller Joy-Con non rispondono o rispondono in maniera errata" si possono trovare maggiori informazioni ed è possibile prenotare direttamente una riparazione.

  • 4 APRILE 2023
Common position of national authorities of the CPC Network concerning the commercial practices of Nintendo of Europe GmbH