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Commissione europea
  • Articolo
  • 8 luglio 2025
  • Direzione generale della Comunicazione
  • 4 min di lettura

Progressi nel rispetto dello Stato di diritto nell'UE, ma occorre fare di più: i risultati della relazione

The statuette of Themis, goddess of divine justice

 

Lo Stato di diritto è il fulcro delle nostre democrazie ed è essenziale per il futuro delle nostre economie e per la sicurezza dell'Europa. Nell'ultima relazione annuale sullo Stato di diritto, la Commissione europea esamina l'evoluzione dello Stato di diritto in tutti i paesi dell'UE e in quattro paesi dell'allargamento: Albania, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia. Come negli anni precedenti, la relazione è frutto di una stretta interazione con le autorità nazionali e i portatori di interessi volta a rafforzare lo Stato di diritto. Le sue conclusioni costituiscono un importante incentivo alle riforme.

La relazione di quest'anno conferma l'esistenza di una traiettoria positiva in molti paesi dell'UE, in cui sono state condotte riforme importanti in quattro settori chiave: sistemi giudiziari, quadro anticorruzione, libertà dei media e questioni istituzionali connesse al bilanciamento dei poteri. Alcuni paesi dell'UE stanno ancora affrontando difficoltà e in certi casi la situazione è grave. Nel complesso, però, l'impegno a rafforzare lo Stato di diritto rimane forte, come dimostra l'applicazione di un numero considerevole delle raccomandazioni formulate nella relazione del 2024. 

Poiché lo Stato di diritto è un aspetto importante di cui tengono conto le imprese che operano a livello transfrontaliero, la relazione del 2025 mette in evidenza questioni che hanno un legame diretto con il corretto funzionamento del mercato unico, quali una legislazione solida e le norme sugli appalti pubblici. 

Le conclusioni principali

  • Sistemi giudiziari: molti paesi dell'UE sono progrediti nel processo di riforma, fra l'altro rafforzando l'indipendenza dei Consigli di giustizia e introducendo garanzie supplementari per le nomine dei giudici e l'autonomia dei pubblici ministeri. Molti paesi, però, segnalano una pressione sulle risorse destinate ai sistemi giudiziari, che incide sulla qualità e sull'efficienza della giustizia. Nei paesi dell'allargamento è necessario contrastare le influenze indebite e i tentativi di minare l'indipendenza dei giudici.
  • Quadri anticorruzione: diversi paesi dell'UE hanno sviluppato nuove strategie anticorruzione e rafforzato la propria capacità istituzionale, fra l'altro aumentando le risorse delle autorità di contrasto, delle procure e della magistratura. Occorre tuttavia rafforzare ulteriormente i quadri di prevenzione. I paesi dell'allargamento hanno compiuto progressi nel potenziamento dei quadri giuridici e istituzionali, ma devono migliorare le indagini e le azioni penali sui reati di corruzione.
  • Libertà e pluralismo dei media: nei paesi dell'UE sono in corso riforme per allineare le leggi nazionali alle nuove disposizioni del regolamento europeo sulla libertà dei media. Cresce l'attenzione rivolta alla sicurezza e alla protezione dei giornalisti, soggetti a continue minacce. Occorre fare di più per affrontare questioni quali la sicurezza dei giornalisti, migliorando le garanzie dell'indipendenza di alcune autorità di regolamentazione dei media e dei media del servizio pubblico, aumentando la trasparenza della proprietà e provvedendo a una distribuzione più equa e trasparente della pubblicità statale. Nei paesi dell'allargamento sono fonti di preoccupazione anche la politicizzazione delle autorità di regolamentazione dei media e le nomine dei dirigenti delle emittenti.
  • Questioni istituzionali connesse al bilanciamento dei poteri: in diversi paesi dell'UE sono in corso processi di riforma quali l'inclusione dei portatori di interessi nel processo legislativo e il miglioramento della qualità della legislazione. In qualche Stato membro permangono ostacoli legati ai requisiti di finanziamento o di registrazione per la società civile. In alcuni paesi dell'UE le organizzazioni della società civile, soggette a restrizioni o controlli finanziari eccessivi o a una protezione inadeguata, sono in grave difficoltà. Nei paesi dell'allargamento, la governance inclusiva è limitata da difficoltà inerenti ai processi legislativi e dall'inefficacia delle consultazioni pubbliche.
  • Dimensione relativa al mercato unico: la relazione di quest'anno ha posto un accento particolare su questioni che possono incidere sul corretto funzionamento del mercato unico o plasmare il contesto imprenditoriale, come una legislazione solida, le norme in materia di appalti pubblici e la stabilità del contesto normativo.

La Commissione ha ora invitato il Parlamento europeo e il Consiglio a proseguire i dibattiti generali e specifici per paese sulla base della relazione, e a utilizzare le raccomandazioni per studiare ulteriormente il modo di conseguire progressi concreti. Ha inoltre esortato i parlamenti nazionali, la società civile e gli altri portatori di interessi a proseguire il dialogo sullo Stato di diritto a livello nazionale, nonché a livello europeo, con una maggiore partecipazione dei cittadini.

Per ulteriori informazioni

Relazione sullo Stato di diritto 2025

Relazione sullo Stato di diritto 2025 – Domande e risposte

Proteggere la nostra democrazia, difendere i nostri valori

Comunicato stampa: Relazione sullo Stato di diritto 2025: l'importanza dello Stato di diritto per la democrazia, la sicurezza e l'economia dell'Europa

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Data di pubblicazione
8 luglio 2025
Autore
Direzione generale della Comunicazione