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Articolo18 marzo 2020BruxellesDirezione generale dell’Energia

In evidenza: Energia rinnovabile in Europa

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Per "energia rinnovabile" si intende l'energia che viene prodotta utilizzando le risorse naturali della Terra, come la luce solare, il vento, le risorse idriche (fiumi, maree e moto ondoso), l'energia termica della superficie terrestre o la biomassa. Il processo mediante il quale queste risorse rinnovabili sono convertite in energia non produce emissioni nette di gas a effetto serra, motivo per cui l'energia rinnovabile è definita anche "energia pulita".

Può essere utilizzata per produrre direttamente energia elettrica o calore per le nostre case e le nostre industrie. Può essere usata anche per i biogas per la produzione di calore o di elettricità e per i biocarburanti nel settore dei trasporti.

L'energia rinnovabile svolgerà un ruolo fondamentale per conseguire gli obiettivi dell'UE in materia di energia e di clima. Non solo è ampiamente disponibile nell'UE, ma è anche competitiva rispetto ai combustibili fossili per quanto riguarda i costi. Per questo motivo può contribuire a rendere più accessibili i nostri sistemi energetici e a ridurre la dipendenza dell'UE dai combustibili fossili importati. È inoltre in grado di offrire nuovi posti di lavoro, creare nuove opportunità industriali e contribuire alla crescita economica.

I progressi dell'energia rinnovabile nel tempo

L'energia rinnovabile non è una tecnologia nuova e ha già una forte presenza in Europa.

Già nel 1991 la Danimarca installa la prima centrale eolica offshore "Vindeby", che conta 11 turbine eoliche. Nello stesso anno la Germania introduce la prima "tariffa di riacquisto" per le energie rinnovabili, un meccanismo politico volto ad accelerare gli investimenti nelle tecnologie per le energie rinnovabili.

Entro il 2000 l'Europa rappresenta oltre il 70% dell'energia eolica installata nel mondo e il 20% degli  impianti solari fotovoltaici a livello mondiale. Nel 2000 vede la luce "Horns Rev", il primo parco eolico su vasta scala, sempre in Danimarca. L'impianto utilizza molte tecnologie che in seguito diventeranno norme industriali per l'energia eolica in mare. 

L'Europa diventa inoltre il più grande mercato dell'energia fotovoltaica solare: entro il 2008 rappresenta oltre il 70% del mercato. Nello stesso anno il parco fotovoltaico di Olmedilla in Spagna - un impianto da 60 megawatt di potenza, il più grande al mondo - genera energia solare sufficiente a coprire il fabbisogno annuo di 40 000 abitazioni.

Mentre il resto del mondo utilizza e produce sempre più energie rinnovabili, l'Europa continua ad essere all'avanguardia. Nel luglio 2019 il Portogallo realizza un parco fotovoltaico solare al prezzo più basso al mondo, un record che non è ancora stato battuto.

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Negli ultimi anni la quota di energie rinnovabili rispetto al consumo finale lordo di energia è aumentata in tutta l'UE, passando dal 9,6% nel 2004 al 18,9% nel 2018. I cinque paesi dell'UE con la quota più elevata di energia proveniente da fonti rinnovabili (sulla base dei dati di Eurostat relativi al 2018) sono la Svezia, la Finlandia, la Lettonia, la Danimarca e l'Austria.

Inoltre, secondo le più recenti schede statistiche sull'energia dell'UE, le energie rinnovabili sono attualmente la principale fonte di produzione di energia elettrica nell'UE.

Diritto dell'UE in materia di energie rinnovabili

L'UE è stata una pioniera nel settore delle energie rinnovabili e ha compiuto notevoli sforzi, attraverso il diritto dell'UE, per integrare meglio le fonti rinnovabili nei sistemi energetici europei. Nell'adoperarsi per assumere il ruolo di guida mondiale nel campo delle energie rinnovabili, l'UE ha definito un percorso chiaro per gli altri.

La direttiva sulle energie rinnovabili (2009/28/CE) che stabilisce obiettivi nazionali per i paesi membri dell'UE, è considerata un'"innovazione". Oggi sono 173 i paesi del mondo ad aver fissato obiettivi di questo tipo.

La direttiva del 2009 è stata rivista nel dicembre del 2018 e adottata nel quadro del pacchetto "Energia pulita per tutti gli europei". Comprende un nuovo obiettivo vincolante che fissa una quota minima di energie rinnovabili del 32% per il 2030, con una clausola per un'eventuale revisione al rialzo entro il 2023.

Puntando a obiettivi ancora più ambiziosi, il Green Deal europeo delinea una serie di iniziative in tutti i settori politici per rendere l'UE a impatto climatico zero entro il 2050. L'energia rinnovabile è, insieme all'efficienza energetica, un pilastro fondamentale nel settore dell'energia che ci aiuterà a raggiungere questo ambizioso obiettivo. Nell'ambito di questo sforzo la Commissione europea presenterà nuove misure che puntano a diffondere i progressi tecnologici in tutti i settori del sistema energetico. Questa iniziativa per la cosiddetta "integrazione settoriale intelligente" contribuirà a costruire il sistema energetico europeo del futuro.

Nel corso di quest'anno la Commissione lancerà inoltre una nuova strategia volta a promuovere l'energia eolica offshore. Questa strategia affronterà le opportunità e le sfide, l'impatto sulle reti e i mercati dell'energia, la gestione dello spazio marittimo e la dimensione della politica industriale dell'energia eolica in mare. Inoltre, la legislazione dell'UE in materia di energia rinnovabile sarà riesaminata e, se necessario, riveduta entro giugno 2021.

Benefici per i cittadini - diffusione sul mercato

L'UE è oggi all'avanguardia nel settore delle energie rinnovabili e ha adottato misure significative per promuoverne la diffusione sul mercato. Politiche ambiziose, insieme a progetti di ricerca e innovazione e investimenti sostanziali, hanno contribuito a creare una solida base industriale. Ciò ha a sua volta contribuito a rendere più facilmente accessibili e abbordabili per i cittadini dell'UE alcune tecnologie per le energie rinnovabili. 

Ora i pannelli solari e le turbine eoliche si vedono ovunque in tutta l'UE, cosa che in gran parte è dovuta all'aumento dell'attività di mercato. Il costo della produzione di energia solare è diminuito, ad esempio, del 75% tra il 2009 e il 2018, mentre nel 2014 l'energia eolica terrestre è diventata meno costosa di quella prodotta con centrali a carbone, a gas o nucleari.

Nel 2019 gli impianti eolici e solari hanno prodotto per la prima volta più energia di quelli a carbone: questo significa che quasi ovunque sono diventati altrettanto competitivi, o addirittura più convenienti, dei combustibili fossili.

Dal momento che le tecnologie sono diventate più accessibili, anche i cittadini hanno più possibilità. Il pacchetto "Energia pulita per tutti gli europei" e la rifusione della direttiva sulle energie rinnovabili consentono ai cittadini di formare più facilmente le comunità energetiche, ma anche di produrre, immagazzinare e vendere la propria energia rinnovabile.

Per il prossimo decennio si prevede una crescita continua delle energie rinnovabili. L'aumento dell'energia solare, ad esempio, sarà dovuto principalmente all'aumento dell'autoconsumo e a un maggior numero di pannelli solari installati sui tetti. Ciò pone l'UE in una posizione di vantaggio competitivo che contribuisce alla crescita economica e alla creazione di posti di lavoro: nel 2016 l'industria del fotovoltaico ha rappresentato 81 000 posti di lavoro a tempo pieno e nel 2021 dovrebbe mantenere quasi 175 000 posti di lavoro a tempo pieno, con una stima di 200 000-300 000 posti di lavoro nel 2030.

Per saperne di più: https://ec.europa.eu/energy/topics/renewable-energy_en

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8 APRILE 2020
In evidenza: Energia rinnovabile in Europa
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Data di pubblicazione
18 marzo 2020
Autore
Direzione generale dell’Energia
Sede
Bruxelles